Io concorro in questa tornata elettorale nella duplice veste di candidato a sindaco per il Partito Democratico, candidatura che nasce dalla mia vittoria alle Primarie del 14 febbraio, che va nella direzione non solo di ricompattare e riorganizzare il Centro Sinistra a Castel Volturno ma anche di vincere per poter amministrare un comune difficile come il nostro, con il proposito di sviluppare il nostro territorio tenendo presente i principi del ripristino delle regole, della legalità e la lotta a quelle forme di sopraffazione esercitata della malavita organizzata e di intolleranza, che ne ostacolano il corretto sviluppo. La candidatura alla provincia nasce, invece, dalla considerazione di voler portare all’attenzione delle istituzioni locali a livello provinciale non solo quelle che sono le potenzialità peculiari dell’intero collegio 14, che raggruppa i comuni di Castel Volturno e Villa Literno, per inserirlo nel circuito produttivo, economico, sociale e turistico della provincia di Caserta, che da sempre è stato, se non accantonato, sottovalutato da chi è stato eletto al centro della nostra città capoluogo e non arriva a rivolgere il suo sguardo alla periferia o al mare della nostra provincia. Non abbiamo mai avuto rappresentanti provinciali che eletti nel nostro collegio abbiano lavorato poi seriamente per un suo rilancio. Chi sta a Caserta non guarda al mare, questa provincia, se avesse avuto una classe politica più lungimirante si sarebbe potuta sviluppare diversamente, guardando alla ricchezza e alle opportunità lavorative che il mare poteva offrire, perché aveva tutte quelle potenzialità e caratteristiche che ne potevano fare la Rimini del Sud, invece la storia è andata diversamente. Ci troviamo un litorale martirizzato dall’abusivismo edilizio, dall’inquinamento marino e dall’erosione delle costa e queste sono le problematiche con cui la classe politica che sarà eletta dovrà misurarsi nel nostro collegio, per poter salvaguardare ancora quelle tante bellezze storiche, culturali e paesaggistiche che nonostante tutto resistono ancora, che possono contribuire alla ripresa economica e sociale del litorale domizio.
Le funzioni amministrative, sulla base del Testo unico approvato con decreto legislativo 267 del 2000 sull'ordinamento degli enti locali, che spettano alla Provincia riguardano diversi settori, quali la difesa del suolo, la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche e non ultimo la valorizzazione dei beni culturali.
Io ho letto con molta attenzione il “Documento Generale sulla Cultura ed i Beni Culturali”, preparato dal Club UNESCO di Caserta e sottoposto ai candidati alla carica di Sindaco e dei candidati consiglieri provinciali e regionali. E’ un documento certamente condivisibile e da sottoscrivere interamente per le proposte che esso sottopone al vaglio dei diversi candidati, non lo dico certamente per piaggeria, ma perché mi ritengo, prima di essere un politico un uomo di cultura. Io sono stato il primo a pubblicare una di storia di Castel Volturno di 270 pag., colui che ha pubblicato un libro sulla storia del nostro santo patrono san Castrese e numerosi saggi e articoli di letteratura e storia locale, in varie riviste culturali, ultimo in termini di pubblicazione, perché è proprio del marzo 2010 e riguarda l’antica città dell’agro Falerno Forum Popilii, di cui sono stati ritrovati i resti l’anno scorso.
L’UNESCO, avendo una visione mondiale della cultura, propone all’attenzione dei viaggiatori i monumenti più importanti di un territorio ma, come giustamente fanno rilevare i membri del Club UNESCO Caserta e io mi associo in questo, la provincia di Caserta non può essere rappresentata solo dalla Reggia, l’Acquedotto Vanvitelliano, l’Anfiteatro e il Museo di Santa Maria C. Vetere, o il Museo Archeologico di Capua, il nostro patrimonio di beni culturali provinciale è molto più numeroso e vario, vi sono realtà ormai accreditate come il Museo Archeologico “Biagio Izzo” di Mondragone, il Museo Archeologico Teanum Sidicinum a Teano, il sito archeologico di Sessa Aurunca, il Museo Diocesano di Aversa, questi per citare quelli più prossimi a noi e che non trovo citati nel documento di proposta UNESCO, che vanno recuperati e inseriti in un circuito turistico molto più ampio, accanto a questi i numerosi palazzi nobiliari o castelli o borghi antichi come quello di Castel Volturno, o di Villa Literno che vanno sicuramente ripristinati, e assegnati ad un ambito turistico specifico. Sono d’accordo sulla proposta di fare dei beni culturali un punto di forza del nostro turismo, perché è anche e soprattutto, secondo me, una proposta di sviluppo occupazionale per i tanti giovani che escono dalla Facoltà di Beni Culturali di Santa M. Capua V. e ne conosco tanti di giovani laureati proprio di Castel Volturno, la realizzazione del Museo provinciale di Terra di Lavoro, la creazione di un portale delle iniziative culturali della provincia, che coordini le iniziative dell’intero territorio e che faccia si che Caserta non sia più la visita di un giorno della sola Reggia di Caserta, come è oggi; per cui i tour operator fanno risiedere altrove, in alberghi a Napoli o sulla Costiera, i turisti e un giorno li scarrozzano a Caserta, bisogna, invece, far si che essi inseriscano l’intera provincia in un tour accattivante sia per il prezzo, sia per i prodotti tipici dell’enogastronomia locale (mozzarelle, vino, frutta, ecc.) che per le bellezze paesaggistiche e i monumenti archeologici da visitare in più giorni e non di qualche ora.
C’è poi il problema della viabilità e dei trasporti, di cui la Provincia deve tenere conto. Le infrastrutture del Governo nazionale sono per il casertano inadeguate, nel collegio che io andrò a rappresentare, se io sarò eletto; c’è bisogno di collegamenti infrastrutturali tra le aree periferiche come il litorale domizio e Caserta città, che è e resta il centro della nostra Provincia. L’aeroporto di Grazzanise deve prevedere infrastrutture strategiche che veicolano meglio merci e turisti. Bisogna mettere mano al porto di Pinetamare, come concordato nell’Accordo di Programma perché potrà essere volano di sviluppo e anche di lavoro, per i prossimi anni a venire.
La Provincia ha, tra i suoi obiettivi, anche la protezione della flora e della fauna e dei parchi e riserve naturali. Castel Volturno ha la sua fascia costiera inserita nel Parco foce del Volturno Costa di Licola, con l’Oasi dei Variconi. La riqualificazione della pineta , riproposta dal Club UNESCO, è possibile se ci saranno accordi con altri enti statali, che la gestiscono per inserirla in un circuito produttivo e per non rinchiuderla in una riserve inutilizzata, che non serve. Noi nel nostro programma elettorale per le amministrative abbiamo proposto una possibile dismissione dell’area militare del Parco RADAR, per utilizzarla come zona di pubblica utilità, inserendola di diritto nell’Oasi dei Variconi e nel Parco Foce del Volturno Costa di Licola, riutilizzando le strutture come centro di monitoraggio ambientale per lo stesso Parco.
Voglio ancora ricordare che sono iscritto all’Associazione di Storia Patria di terra di Lavoro, che sono stato tra i soci fondatori del Gruppo Cultura e Società che è tra i pochi gruppi culturali che opera a Castel Volturno dal 1988 e ha proposto, commedie, presentazioni di libri, mostre fotografiche eventi culturali in genere. Che quando sono stato consigliere comunale di Maggioranza, sindaco Mario Luise, abbiamo organizzato il 30 e 31 marzo 1996 un Convegno di studi sulla via Domiziana tenutosi all’Holiday Inn e per alcuni anni la manifestazione il “Privato in mostra”. Che il comune di Castel Volturno possedeva una Biblioteca comunale, che il Centro Destra, quando ha governato, ha provveduto a smembrare, distribuendone i libri tra la Biblioteca Parrocchiale “Don Milani” e quella della Scuola “G. Garibaldi”.
Se sarò eletto sia come sindaco di questo comune sia come consigliere provinciale terrò conto di queste indicazione che il Club UNESCO di Caserta ci propone, voglio solo ricordare, a chiusura di questo mio intervento che il Programma elettorale provinciale del candidato del Centro Sinistra Giuseppe Stellato è del tutto in sintonia con la proposta del Club UNESCO Caserta, dove è scritto: “Dalla Reggia di Caserta all’Acquedotto Vanvitelliano, dal complesso di S. Leucio a Carditello, passando per l’Anfiteatro campano e per l’intera filiera dei beni culturali della Provincia: il nostro straordinario patrimonio storico-architettonico diventerà il cuore del sistema turistico locale. Trasformeremo la fascia costiera, esaltando le potenzialità turistiche del litorale domizio.” Mentre, nel Programma elettorale che io propongo per Castel Volturno è inserito il recupero del Castello e del Centro Storico, l’incentivazione per la creazione del porto turistico di Pinetamare, la promozione dell’agriturismo, mediante il recupero degli antichi poderi dell’ONC e la produzione dell’agricoltura biologica (pensiamo non solo alla mozzarella ma anche al tartufo).
La realizzazione di tutti questi propostiti, che sono obiettivi reali e non li ritengo eccezionali tali da risultare irrealizzabili, verranno con il consenso e con il voto di tutti quegli elettori che votano tenendo a cuore questa che è la loro terra e non altri interessi.

