I dati dello studio “Io e gli altri: i giovani italiani nei vortici dei cambiamenti”, promosso dalla Conferenza delle assemblee delle Regioni nell’ambito delle iniziative dell’Osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo, istituito e promosso dai vicepresidenti della Camera Rosy Bindi è Maurizio Lupi, apparsi in questi giorni sui maggiori quotidiani italiani, non sono certamente incoraggianti, se il 45,8% degli intervistati, circa 2.000 giovani tra i 18 e 29 anni, dichiarano verso gli stranieri atteggiamenti di chiusura , che per il 20% sfociano in vera e propria xenofobia, mentre solo il 40% manifesta un’apertura verso il diverso.
L’intolleranza verso il diverso è antica quando il mondo, rappresenta la nostra autodifesa istintiva davanti all’ignoto, la paura nasce dall’inconscio atavico della non conoscenza di un altro simile come noi, che individuiamo come straniero e perciò nemico. La nostra paura si accentua maggiormente quando diverso è poi il colore della pelle, la credenza religiosa e le idee culturali di cui l’altro è portatore. Tutto questo è però frutto di incultura.. L’Illuminismo, che voleva liberare le menti umane dalla schiavitù dell’ignoranza propagò le idea di libertà, uguaglianza e fratellanza oggi diremmo di solidarietà, insieme a quelle della tolleranza e dell’abolizione della schiavitù, sembra avere fatta poco strada se dopo due secoli i dati sono questi e riferiti poi a quella fascia di età giovanile, che in genere è la più aperta a guardare positivamente verso il futuro e la tolleranza.
La situazione di Castel Volturno non dovrebbe essere dissimile dei dati nazionali, anzi sarà aggravata per la presenza dei tanti extracomunitari che vi risiedono regolarmente o irregolarmente, che nell’immaginario collettivo sono tutti spacciatori gli uomini e prostitute le donne. Una esemplificazione e un errore madornale di valutazione che può portare con se quei rischi di vera e propria intolleranza, che potrebbe sfociare in aperta xenofobia e razzismo, se non controllata come fenomeno e se chi ha responsabilità politiche o di governo continua a soffiare su un fuoco, che può suscitare un grave incendio non solo per la pace sociale ma anche compromettere l’immagine turistica, che la città dovrebbe offrire di se stessa e che va a danno delle strutte ricettive e ricreative pure presenti sul territorio e che pure sono delle eccellenze, che vanno salvaguardate. Non sarà certamente un bel futuro per i giovani se seguiteremo ad insegnargli ad arroccarsi su posizioni retrive, xenofobe e razziste, se continuiamo a difendere posizioni indifendibili di purezza della nostra razza, che per gli italiani non è mai esistita, perché posti come nazione al centro di un vasto lago che è il mar Mediterraneo, abbiamo sempre avuto contatti con tutti i quei popoli che vi si affacciavano o vi avevano interessi commerciali e politici, quali fenici, greci, bizantini, arabi, longobardi, normanni, tedeschi, francesi, spagnoli, inglesi, ed è stata la nostra intelligenza mercantile, quella di un popolo che per sopravvivere e creare il patrimonio artistico e la cultura che ha sputo creare e donare quale proprio contributo al mondo intero, che ha saputo assorbire dagli altri quanto di positivo e di utile c’era da assorbire per poterlo trasformare a nostro utile vantaggio, questo ha fatto di noi la nostra grandezza. La storia futura che noi possiamo auspicare per i giovani della nostra città è quella tracciata già dalla storia, perciò è inutile e dannoso avere paura di un altro, che non conosciamo. Si ha paura dell’ignoto, che è frutto dell’ignoranza, lo ha dimostrato la storia, per secoli abbiamo avuto paura di attraversare le famose colone d’Ercole, poi è arrivato un Cristoforo Colombo qualsiasi e ci ha fatto scoprire un nuovo mondo. Il futuro della nostra storia è questo, non bisogna avere paura degli altri, dei forestieri, degli stranieri, degli extracomunitari bianchi o neri che siano. Tutti abbiamo scelto liberamente di vivere in questo comune che si chiama Castel Volturno, a chi non piace può anche andarsene il mondo è vario e vasto, ma chi resta è perché lo ha scelto deliberatamente e allora ha il dovere di concorrere alla sua rinascita in maniera democratica e civile. Facciamo allora di Castel Volturno un laboratorio di convivenza di civiltà, di fratellanza, di solidarietà di una nuova cultura di tutti quei popoli che sono venuti a vivere in questa parte di mondo. Possiamo essere un laboratorio, perché in altre parti del mondo, questo è stato possibile realizzarlo, ma non oggi, ma già secoli fa, nella vicina Svizzera fin dal medioevo convivono insieme cantoni per religione, lingua e cultura diversa e noi nel XXI secolo non riusciamo a convivere pacificamente insieme, con tutta la tecnologia di cui siamo dotati e di cui possiamo usufruire. Solo collaborando insieme civilmente e democraticamente, ognuno con le proprie diversità, le proprie differenze, le proprie particolarità, le proprie peculiarità può concorrere a far brillare di luce propria questo territorio dalle potenzialità ancora illimitate, se non vi riusciremo per incapacità ma soprattutto per ignoranza, che è la sola paura che temo, saremo solo costretti a diventare una di quelle immense periferie degradate di una di quelle tante metropoli di cui e popolato il terzo o quarto mondo.
Castel Volturno 20.02.2010
Alfonso Caprio
Candidato a sindaco
per il Centro Sinistra
di Castel Volturno

